L’altro giorno mi son fatto una bella passeggiata nel centro della mia città.
Arrivato nella piazza principale, mi sono seduto e scaldato un po’ al primo sole primaverile.
Clop, clop, clop…
Ecco passare i carabinieri a cavallo.
Sullo sfondo, dietro di loro, un enorme pannello pubblicitario a cristalli liquidi ci illustra i vantaggi della banda larga e dei voli low cost.
Davanti, i cavalieri.
Portamento eretto, sanno di essere guardati e parlottano tra loro.
Uno ha dei baffetti e un portamento che ricordano Don Diego de la Vega.
Gli squilla il cellulare e se lo porta all’orecchio roteando il pennacchio che gli spunta dal cappello.
L’altro, mette la mano sull’elsa della spada in un modo che ho visto fare a D’Artagnan in qualche film.
Vecchio e nuovo alcune volte stanno bene insieme.

Il tempo passa ma, le tradizioni restano.
Una istituzione con due secoli di storia ha bisogno anche di questo, l’Arma dei Carabinieri unisce modernità e tradizione; dal cavallo, alle ricerche sul dna… Sara anche per questo che fra tutte le istituzioni del nosto paese, si trova in cima alle classifiche di gradimento e fiducia.
Si è vero, a volte guardando le loro uniformi ci vengono in mente antichi personaggi cinematrografici ma, sono gli stessi che quotidianamente dismesse le grandi uniformi, vigilano i parchi cittadini garantendo ordine e sicurezza.
Ancora una volta il cavallo, dopo millenni di storia è al nostro fianco.
Utili? si, anche solo per ricordarci quei 150 anni di Italia unita, a cui l’arma dei Carabinieri ed i suoi cavalli in particolare, ha contribuito in maniera determinante.